IDONEITA’ STATICA DEGLI EDIFICI A MILANO – ULTIMO ANNO PER ADEGUARSI –

Il Comune di Milano ha stabilito che è giunta l’ora di verificare l’idoneità statica dei fabbricati esistenti da 50 anni o che, entro il 2019, raggiungeranno i 50 anni di vita dalla data di costruzione.

Disattendendo questa prescrizione il fabbricato perderà l’agibilità. Inoltre, in caso di compravendita i notai dovranno allegare la Certificazione di idoneità statica (CIS) all’atto di vendita.

Suddetta direttiva è stata inserita nel Regolamento Edilizio Comunale entrato in vigore il 26 novembre 2014. Il 25 novembre 2016, con la Determina numero 7/2016 della Direzione Urbanistica, sono state pubblicate le linee guida, pensate in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri di Milano, per emettere il CIS (Certificato di idoneità statica).

In particolare tutti i fabbricati dovranno essere sottoposti a verifica di idoneità statica secondo le seguenti categorie:

–       Entro 5 anni se ultimati da più di 50 anni o che raggiungeranno i 50 anni in questo periodo, qualora non siano in possesso di Certificato di Collaudo Statico;

–       Entro 10 anni se già in possesso di Certificato di Collaudo Statico con data risalente a un periodo superiore a 50 anni o che raggiungeranno i 50 anni in questo periodo;

Nello specifico:

–          In assenza del Certificato di Collaudo Statico c’è tempo fino al 26.11.2019 per sottoporre a verifica di idoneità statica:

  • I fabbricati che, in data 26.11.2014,  hanno più di 50 anni e che, quindi, sono stati ultimati prima del 11.1964;
  • I fabbricati che raggiungeranno 50 anni entro il 26.11.2019 e che, quindi, sono stati ultimati prima del 11.1969;

–          In presenza del Certificato di Collaudo Statico c’è tempo fino al 26.11.2024 per sottoporre a verifica di idoneità statica:

  • I fabbricati che posseggono suddetto Certificato con data risalente a prima del 11.1964
  • I fabbricati che posseggono suddetto Certificato che raggiungono i 50 anni prima del 11.2024

eleganza e prestigio…un nostro progetto in Corso Garibaldi a Milano —Progettazione architettonica, Direzione Lavori, Interior Design Architetto Maria Elisabetta Angiuli Studio Arke’ – Fotografie di: Antonella Bozzini www.antonellabozzini.com – Project Manager Fotografia: Andrea Romeiro

Urbanistica

Il Consiglio comunale approva l’applicazione della Legge regionale sul recupero dei seminterrati

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Milano, 23 ottobre 2017 – Con 26 voti favorevoli, il Consiglio comunale ha approvato la delibera di applicazione della Legge regionale per il “Recupero dei vani e locali seminterrati esistenti” introducendo alcune specificità.

Come consentito dall’articolo 4 della legge, dunque, alcune parti di territorio verranno escluse dall’applicazione delle sue disposizioni per esigenze di tutela paesaggistica o igienico sanitaria, di difesa del suolo e di rischio idrogeologico.

In particolare, la legge regionale non si applicherà negli ambiti caratterizzati da classi di fattibilità geologica F3 (fattibilità con consistenti limitazioni) e F4 (fattibilità con gravi limitazioni); nelle aree individuate dalla Direttiva “Alluvioni2 2007/60/CE – D.Lgs. 49/2010, negli scenari di pericolosità P1, P2 e P3 (con alluvioni frequenti o poco frequenti); nelle fasce di rispetto assoluto dei pozzi di captazione ad uso idropotabile. Saranno esclusi dall’applicazione della legge anche gli immobili sottoposti a vincolo di tutela diretta o indiretta (qualora non abbiano ottenuto il nullaosta dalle competenti Amministrazioni) e quelli disciplinati dal Piano dei servizi del vigente Piano di governo del territorio.

Per la sola funzione residenziale, infine, sono esclusi gli immobili inclusi nei NAF (Nuclei di antica formazione), ovvero il centro storico, e i centri degli antichi quartieri della città (Baggio, Figino, Niguarda, Trenno, Quinto Romano, Quarto Cagnino). La legge sarà invece applicabile ai seminterrati inclusi nei NAF collegati a unità immobiliari residenziali direttamente soprastanti.

Tra le altre cose la delibera precisa anche che, per gli immobili ricadenti nelle aree individuate con classe di fattibilità geologica F2 (fattibilità con modeste limitazioni) è richiesta la verifica da parte di un tecnico abilitato della non interazione con le acque sotterranee della prima falda. I vani e locali seminterrati per i quali è ammesso il recupero residenziale, infine, dovranno avere un’altezza minima di 2,70 m.

Recupero abitativo dei seminterrati – Notizie dal Consiglio Comunale

E’ stata discussa il giorno 19 luglio in Commissione consiliare del Comune di Milano l’applicazione della Legge Regionale 7/2017 relativa al recupero dei seminterrati nel territorio del Comune di Milano.

Il Consiglio comunale ha poi trattato l’argomento nella seduta del 20 luglio 2017 ed il risultato è una proroga dei termini per la determinazione delle regole al 31 ottobre 2017.

Da quanto discusso in consiglio emergono alcuni punti che limitano molto l’applicazione della Legge nel Comune di Milano ma che saranno comunque ancora oggetto  di discussione e verranno definiti ed approvati solo entro il nuovo termine concesso dalla Regione Lombardia. Tra le limitazioni prospettate dal Comune nella delibera n. 48/2017 le seguenti

  • i seminterrati da recuperare ad uso residenziale dovranno avere altezza minima 2,70 m. e non 2, 40 m. (altezza valida invece per commerciale e terziario o altri usi)
  • resteranno esclusi gli immobili a rischio geologico F3 ed F4 e servirà una specifica relazione geologica per quelli in area F2 (delle carte geologiche del Comune)
  • escluse le aree di rispetto dei Pozzi di captazione
  • esclusi immobili in direttiva alluvioni e a rischio alluvionale
  • esclusi gli immobili nei perimetri NAF
  • esclusi gli immobili individuati nel piano dei servizi
  • esclusi gli immobili soggetti a voncolo di Tutela storico paesaggistica diretta ed indiretta

Relativamente ai costi si ribadiscono le norme citate dalla legge e quindi la necessità di monetizzare gli standard in relazione al carico urbanistico per ciascuna destinazione di utilizzo e non si pagheranno i contributi sul costo di costruzione solo per le pertinenze in diretto collegamento di <200mq. di slp per le residenza e <100mq. per altri usi.

….ma non è ancora detta l’ultima parola ed al momento è tutto congelato fino al 31 ottobre…

alla prossima!

Recupero dei seminterrati

Recupero dei seminterrati

22/03/2017 – In Lombardia prendono forma le norme per il recupero dei seminterrati.

I Comuni dovranno adeguare i Piani di governo del territorio (PGT) ed eventualmente escludere le zone a rischio idrogeologico entro il 26 luglio 2017.

È stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale del 13 marzo la Legge regionale 7/2017, che regola il recupero di vani e locali seminterrati esistenti. La norma entrerà in vigore il 28 marzo, dopo la consueta vacatio legis di quindici giorni. A partire da questo momento decorreranno i centoventi giorni per l’adeguamento o l’esclusione di alcune zone. Si arriverà quindi alla piena operatività entro il 26 luglio.
In base alla nuova legge, per seminterrato si intende ‘il piano di un edificio il cui pavimento si trova a una quota inferiore, anche solo in parte, rispetto a quella del terreno posto in aderenza all’edificio, e il cui soffitto si trova, anche solo in parte, a una quota superiore rispetto al terreno posto in aderenza all’edificio’.

Il recupero è possibile solo per i seminterrati che, alla data di entrata in vigore della legge, risultano legittimamente realizzati e che si trovano in edifici già serviti da tutte le urbanizzazioni primarie. Le norme sul recupero potranno essere applicate anche agli immobili realizzati successivamente all’entrata in vigore della legge, ma solo se saranno decorsi almeno 5 anni dalla loro costruzione.

Per il recupero dei seminterrati diventa possibile derogare all’altezza dei locali, che non può essere inferiore a 2,40 metri. Nel caso di incremento del carico urbanistico, è previsto l’obbligo di reperire nuovi spazi per parcheggi e servizi consentendo la possibilità di monetizzarli.

Il recupero può portare anche alla creazione di una unità abitativa autonoma. In questo caso il Comune deve trasmettere alle ATS comunicazione dell’avvenuto rilascio del certificato di agibilità, ai fini dei controlli necessari per accertare l’idoneità igienico-sanitaria dei locali.

Sono esenti dal versamento del costo di costruzione vani e locali seminterrati con una superficie lorda di pavimento non superiore ai 200 metri quadrati se destinati a uso residenziale e non superiore ai 100 metri quadrati se destinati ad altri usi, che costituiscono pertinenza diretta di unità immobiliari.
Recupero dei seminterrati, le esclusioni

Entro il 26 luglio 2017, cioè centoventi giorni dall’entrata in vigore della legge regionale, i Comuni potranno escludere parti dei lori territori dall’applicazione della norma per esigenze legate alla tutela paesaggistica o igienico sanitaria, al rischio idrogeologico e alla difesa del suolo.

La legge sul recupero dei seminterrati esclude a priori le zone interessate da operazioni di bonifica o da fenomeni di risalita dell’acqua.

Dopo il recupero dei seminterrati e l’ottenimento dell’agibilità, non si potrà cambiare la destinazione d’uso per dieci anni. I seminterrati recuperati non potranno inoltre essere adibiti a finalità di culto.